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Diano Arentino
Chiesa Parrocchiale di Santa Margherita d'Antiochia V.M.
di Giovanni Abbo
mappa

La chiesa di Santa Margherita Vergine e Martire è situata ai margini della borgata Chiesa di Arentino, al limite di un costone, in posizione dominante rispetto le altre borgate del paese.
Architettonicamente è il frutto di un serie di interventi, succedutisi nei secoli, che ne hanno determinato l'aspetto attuale.
È documentata la sua fase medioevale (sec.XV), già di notevoli dimensioni, divisa in tre navate da "colonne di pietra nera"2, che secondo la tradizione venne realizzata sulla sede di una precedente chiesa di più modeste dimensioni, orientata in senso opposto all'attuale. Risulta essere stata consacrata il 23 aprile 1469 dall'Arcivescovo di Bologna Ms. Basilio Cassino su concessione di Pietro De Calderini, vicario di Ms. Valerio De Calderini Vescovo di Albenga3.

Un intervento radicale si fa risalire alla sua fase rinascimentale (fine sec. XVI), esempio unico nelle valli dianesi, dove le chiesa assume il suo aspetto odierno, sia nell'orientamento che nella struttura, con la realizzazione del nuovo coro, dell'ampia cupola sul presbiterio e delle due minori sul transetto in capo alle navate laterali5, coperte con scaglie d'ardesia.
Si ritiene che questi importanti lavori siano stati realizzati in concomitanza della ottenuta erezione in parrocchia, con separazione dalla chiesa matrice di San Michele Arcangelo di Borello, avvenuta in data 17 maggio 1586 ad opera del Visitatore apostolico Ms. Nicolò Mascardi, Vescovo di Mariana ed Accia in Corsica6.
Nella prima metà del sec.XVII7 La struttura della nostra chiesa è ancora quella descritta: a tre navate divise da colonne in pietra nera, le cupole rinascimentali e la facciata a tramontana come l'attuale; risultano citati gli altari Maggiore, del Ss.mo Rosario, di San Mauro, e di San Sebastiano.
In questo periodo la chiesa è governata da un Rettore che riceve le decime sotto forma di "primite di grano, orzo, spelta8 e fichi", ed al suo interno sono istituite le Compagnie del Ss.mo Rosario e del Ss.mo Sacramento che sono mantenute con le elemosine dei parrocchiani9.
Ad una fase successiva risale la costruzione della grossa pilastratura in muratura a divisione delle navate, realizzata inglobando le preesistenti colonne in pietra binate, di cui è stata riscontrata la presenza da una mancanza nella muratura di uno dei pilastri. La valenza architettonica di tale soluzione strutturale, unica nelle valli dianesi e nel ponente ligure, merita e giustifica senz'altro la promozione di un intervento mirato a scoprire le cause che hanno determinato l'occultamento delle colonne, ed alla successiva rimessa in luce delle stesse.
Tali cause potrebbero essere ricercate nella necessità di rinforzo delle strutture o, più semplicemente, nella volontà della popolazione di "modernizzare" la propria chiesa, come avvenuto in quella di San Michele di Borello ed in molte altre, cancellando o nascondendo le primitive strutture mediovali.
Esternamente la chiesa si presenta con una facciata neoclassica volta a tramontana, realizzata verso la metà del secolo scorso, con un porticato al centro, a tre fornici scanditi da due colonne in muratura con capitelli ionici, racchiuso ai lati da due massicce "basi" quadrangolari. Sulla "base" di ponente, è impostato il campanile10 .
Sul campanile vi sono due meridiane, una sul lato sud-est e l'altra sul lato sud-ovest. Sulla prima è riportato il motto: SEGNO L'ORE DEL MATTINO / SEGNA L'ALTRE IL MIO VICINO. Su tutte la data 1868, 12 7bre, e l'iscrizione A.P.C. 43.51.30. che indica, con buona approssimazione, la latitudine del luogo11.

La tradizione locale ricorda ancora la posizione del campanile mediovale, ubicato in corrispondenza del terzo altare di destra dedicato alla madonna della Misericordia, e la traslazione delle campane da questo al nuovo campanile.
Nel porticato, sopra la porta principale, in una nicchia, è collocata una statua in stucco raffigurante Santa Margherita col drago. Si ha testimonianza di un altro portale più antico, in pietra sopra cui erano effigiati la Santa titolare tra San Pietro e San Giovanni Battista, probabilmemte demolito in occasione della ricostruzione della nuova facciata12.
Il sagrato antistante la chiesa, delimitato da un basso muretto con sedile, è datato 1876.
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NOTE
2 Canonico Gio. Ambrogio Panieri, Del Sacro e Vago Giardinello e succinto riepilogo delle Raggioni delle Chiese e Diocesi d'Albenga, in tre tomi diviso - cominciato da Pier Francesco Costa, Vescovo di Albenga, nell'anno 1624, ms., Albenga, Biblioteca Capitolare -Tomo secondo, pag.577 a.
3 - Del Sacro e Vago Giardinello..., cit., pag.577b: "L'anno 1469 a di 23 d'aprile appare per Instromento rogato à Giuliano de Judicibus, che Monsig. R.mo D. Basilio di Bologna arcivescovo... con licenza del sig.Pietro de Calderini vicario Generale E.pale d'Albenga, consecrò e reconcigliò le Chiese, e Cemiterij di Sant'Antonino, e Santa Margherita Vergine, e Martire d'Arentino ad istanza del R. sig. Damiano Trucco Rettore e ministro di esse Chiese, e de' Parochiani di detto luogo,... Nel qual giorno 23 d'Aprile si celebra ogn'anno l'anniversario di detta consacrazione".
- Girolamo Rossi, Storia della Città e Diocesi di Albenga, Albenga 1870, ristampa anastatica Bologna 1974, pag. 205-206.
Luigi Scialdoni, La Liguria, Guida Storico - Geografica - Demografica - Politico - Amministrativa - Fascista - Religiosa e Scolastica, Genova s.d., pag. 240.
5 Rinangelo Paglieri, Itinerari della provincia di Imperia: Il Dianese, in "Riviera dei Fiori", anno 1986, n°4, pag.27/38
6 Copia Separationu Ecclesiae S.Bernardi Evigni et S.Margarite Arentini, copia del decreto emesso il 17 maggio 1586 (ringrazio il Sig. Cavalleri Rafaele per aver messo a disposizione copia del documento).
- Del Sacro e Vago Giardinello..., cit., pag.535a.
- Canonico Leone Raimondi, Cervo e Diano, ms., archivio Storico Ingauno, carta 87.
7 Del Sacro e Vago Giardinello..., cit. pag. 577 a: "Vedesi la Parochiale d'Arentino dedicata a Santa Margherita Vergine, e Martire,.., in una nave, a due ali, da nere colonne di pietra sostentate, di vaso, et architettura capace, con decente Choro... alla moderna, verso mezzogiorno, adornato di polita, e maestevol cupola,..., con facciata a tramontana vestita d'antico e nero portale di pietra sopra cui effigiati si vedono la santa titolare, in mezzo di S.Pietro, e di S.Gio Battista; et ha annesso il Cemiterio..."
8 Rizzoli Larousse, Enciclopedia Universale, vol.VI, Milano 1968, "Farro: nome volgare del Triticum spelta, frumento vestito, con glume che aderiscono fortemente alla cariosside. È una pianta rustica, resistente al freddo, adatta ai terreni poveri... Di ottimo sapore, era largamente usato dagli antichi Romani, cotto in zuppe e minestre o abbrustolito o sotto forma di farina."
9 Del Sacro e Vago Giardinello..., cit., pag. 578a/b.
10 Ivana Ferrando, I segreti della provincia di Imperia, Bologna 1985, pag. 102/103
11 La latitudine indicata è errata, per difetto, di 5' e 22" in quanto risulta effettivamente essere 43° 56' 52".
Nella costruzione di una meridiana, la latitudine del luogo serve a determinare l'inclinazione dello stilo rispetto alla parete dove è infisso. Lo stilo deve essere orientato in direzione nord-sud. La punta dello stilo (gnomone), il 21 marzo ed il 23 settembre segna le ore lungo la retta equinoziale che taglia in diagonale le linee orarie.
12 Del Sacro e Vago Giardinello..., cit. pag.577a, cfr. nota 6
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