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Borello
Chiesa di San Rocco

di Giovanni Abbo

mappa

planimetria

La chiesa di S. Rocco è situata fuori dell'abitato di Borello, tra il cimitero e la strada provinciale per Diano Castello ed a monte della stessa.

La costruzione della chiesa, nelle attuali strutture, risale alla metà del XIX sec. ed è frutto della trasformazione di una più antica.

La chiesa precedente, di dimensioni minori, venne ultimata il 20 maggio 1658, e fu costruita ad adempiamento di un voto fatto dagli abitanti di Borello durante l'epidemia di peste del 1656-1657 che aveva colpito Genova e la Liguria, e, marginalmente, anche la nostra valle 48

I lavori di ampliamento e ristrutturazione completa della chiesa vennero diretti dallo Stuccatore Ardissone Angelo nel 1854/5649.

La chiesa è ornata da un elegante porticato, antistante la facciata, delimitato da dieci colonne, in muratura e stucco, con capitelli corinzi.

La facciata è sormontata da un grande frontone con inserita la cella campanaria a vela.

L'abside è a forma poligonale.

L'interno, ad unica navata con volta a botte, è interamente imbiancato.

A destra dell'ingresso principale vi è una acquasantiera in pietra lavorata di forma circolare, completamente scanalata sia all'interno che all'esterno, a forma di conchiglia, e poggiante su un pilastrino anch'esso in pietra.

Vi sono due ingressi laterali, uno sulla parete di sinistra che immette sulla mulatiera, e l'altro sulla parete destra.

L'altare maggiore, in muratura, è posto al centro del presbiterio ed è sormontato da un Crocifisso.

Sulla parete di sinistra del presbiteriovi è un quadro su tela molto rovinato raffigurante la Madonna col Bambino, San Rocco e San Michele Arcangelo 50.

Nella nicchia sottostante, appoggiata per terra, vi è una immagine della Madonna del SS. Rosario in una cornice in legno dorato con altarino.

Su detto altare vi sono due piccole statue in legno policromo raffiguranti gli evangelisti Giovanni e Luca; due fori fanno supporre l'esistenza di due statuine con gli altri evangelisti.

Le pareti del presbiterio e dell'abside sono delimitate da otto semicolonne simili a quelle del portico.

Al centro dell'abside una grande nicchia conteneva la statua di S. Rocco in legno policromo ora conservata nella chiesa parrocchiale di Borello 51.

Sopra la nicchia vi è la seguente scritta: TEMPORE PESTILENTIAE / SALUS POPULI EGO SUM.

Nella navata, addossati ala parete di destra, vi sono un confessionale ed un pulpito in legno (quest'ultimo di nessun interesse).

La campana risulta realizzata dal fonditore Eligio Guidi nel 185652.


NOTE

48 Arch.parr. S. Michele di Borello, Liber Baptizzatorum..., cit., pag. 386, "1658 alli 20 di Maggio fu finito l'Oratorio di S. Rocco per il voto degli abitanti in tempo di peste e donato di bella e grande statua".
pag. 384/385,
"1657 anno de Contagio - il p.º di luglio giorno di Dom.ca venne a Diano una felluca, o sia vascello piccolo che portò il Sig.rOttaviano CENTURIO Podestà della n.ra Comunità con sua fantesca, e dui figliuoli, in compagnia di P.ron Giulio SIMONE, et un altro di San Pietro con un figliuolo d'Agostino GORLERO, e M.ro Vincenzo CARENZO, e p.chè si dubitava che la robba di d.º Sig.rOttaviano non fusse tocca dal Contagio p. portarla al Castello non si trovò p.sona che la volesse portare, ma il sud.º CARENZO s'offerse di portarla, e la portò e li 3 del sud.º mese gli venne male, e se li scoperse il contagio, e con buonissima guardia fu accompagnato al piede della montà di S.to Telamo, e li fu fatto mettere in una casuccia, con guardia, li 4 morì, e li 5 li fu dato sepoltura in una fascia, il P.ron Giulio con li compagni sud.i li fu fatto per luogo di quarantena la Chiesa di S. Telamo, al Sig. Ottaviano il Palazzo della Comunità, stanze proprie p. li Podestà, in compagnia di sua fantesca, e li figliuoli, il sud.º g.º che fu li 5 sud.º venne in Diano Il Commissario che era Il Sig.r Giacomo MONEGLIA vidde tutto quello era seguito et ordinò che si facesse buona guardia al sud.º Sig. CENTURIONE, e che si facessero molte e diligente guardia circa alle sue robbe et ordinò che il corpo del sud.º CARENZO si sepelisse in quello luogo dove spirò, e disnato che fu se ne ritornò in Alassio dove faceva la sua residenza. Li sei poi sud.º mese alla fantesca se li scoperse cinque carboni di peste, e dopo d'esserli stati dati remedij opportuni, morse, e li 8 sud.º in una cascia fu posto il suo corpo da Agostino TORRE con un gancio, e da quattro Sig.ri cioè Il Sig.r Daniele RODINO, dal Sig.r Giacomo VIALE, dal Sig.r Benedetto BARONE, e dal Sig. Giulio GIORDANO fu sbirazato nel campo del Sig.r Pluisa RODINO e lì bruciato, e sepolto con haver bruciato la strada dove era passato d.º Cadavero: li 9 poi si ammalarono li dui figliuoli nipoti del sud Sigr Ottaviano, cioè una figlia di nove anni et un figlio di cinque mesi, alla figlia se li scoperse la peste e stando alquanti giorni ne migliorosi e ne peggiorosi, in quel mentre venne altra felluca da Genova con tre passeggeri, cioè BORRAXINO et un suo figlio, con altro figlio del fu Gio: Franc.co BIGA di Gio: Giacomo, e nel descender di Barca nudo uscito fuori dell'acqua il BORRAXINO subito morì et il giorno appresso morsero li dui figliuoli quali erano posti in quarantena nella Chiesa di San Nazaro, e tutti tre furono bruciati e sepelliti li 20 d.º.
- Venne altro vascello alla Marina nove passaggieri e subito gionti, ne morse uno e fu brusciato, e sepellito li 25 d.º - Venne altro gosso con q.llo. Prete de NOVARI che celebrò messa senza esser ordinato, e venne solo da Genova, e fu posto in quarantena con buona guardia, quella figliuola che era appestata con il Sig.r Ottaviano va di ben in meglio, et altrettanto ne fa il figlio de cinque mesi. li 3 Agosto la mattina inanzi giorno Guglielmo GORLERO con dui compagni andò alla Colla nel territorio della valle d'Oneglia p. tagliare la sua spalta in quel mentre capitò la Ronda d'Oneglia, e con la guardia, e Ronda vennero a parole, e d.º Guglielmo dalli soprad.i fu ammazato, il nome dell'homicidiarij se lascia tenerne conto alla giustitia: li 8 poi del sud.º mese venne ordine da Alascio dal Sig.r Comissario MONEGLIA che sij bandito Oneglia p. casi di contaggio la seguiti e così di nuovo si tornorno a metter le guardie sopra la Colla vicino alla Valle di Oneglia.
Il Sig.r Ottaviano con li dui figliuoli sud.i furono posti in quarantena netta nell'Ospidale. li 19 Agosto sani p. Dio gra. li 6 7bre li fu dato pratica, il figliuolino fu dato alla Baila, e la figlia resta del tutto sana, e sta in compagnia del Sig.r Ottaviano: in dº tempo dal Sig.r Commissario fu di nuovo disbandita Oneglia e furono levate le guardie che stavano alla Colla, che vicina a Stananello, et il contaggio in quella Valle sta così, si starà a vedere il fine.
All'ultimo passato alcuni mesi cessò il contaggio a Vellego, et a Stananello, e doppo alquanto tempo furono d.i luoghi sbanditi.
E p.chè al Sig.r Ottaviano gli furono brusciate tutte le sue robbe p. esser infettate, e p.chè in quarantena brutte, e nette, et infirmità e p. non haver essercitato il suo offitio solo pochi mesi, fu supplicato dal General Parlamento al Ser.mo Senato p. la confirmatione dell'anno venturo, il che p. ora seguì. et cetera...".

49 Arch. parr. S. Michele di Borello, Libro diContabilità - Passività 1855/1941. pag.14/74.

50 Arch. parr. S. Michele di Borello, Libro di Cassa e deliberazioni 1756/1817, pag. 208b, anni 1783/1785, "Nel conto dei Massari di S. Rocco: Per l'ancona nuova L.60"

51 Arch. parr. S. Michele di Borello, libro di Contabilità - Passività 1855/1941, pag. 36/58, vedere nota 20.

52 Arch. parr. S. Michele di Borello, Libro di Contabilità - Passività 1855/1941, pag. 68, anno 1856: "Al Sig.r eligio Guiddi fondatore di Campane p. una campana di rubi sei e mezzo p. l'Oratorio di S. Rocco, dal cui peso deve dedursi la campana vecchia di rubi uno e lib. quindici L. 176.60".



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