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Borello - Oratorio di Santa Maria Maddalena
› di Giovanni Abbo
L'oratorio di Santa Maria Maddalena e' posto tra l'abitato di Borello ed il torrente Evigno, lungo la mulattiera che porta alla localita' Ciappai, ed ai margini di un vasto pianoro, presso il fosso della Noce(53).
La sua costruzione, nelle forme attuali, risale al 1786/1788 quando vennero eseguiti importanti lavori interessanti tutto il fabbricato, che modificarono completamente la struttura della chiesa precedente(54).
Attualmente l'oratorio e' quasi completamente distrutto ed invaso dai rovi e da detriti.
La copertura e' crollata come la maggior parte della parete sinistra e dell'abside, mentre la parete destra presenta due grosse fenditure. Esternamente non presenta tracce di intonaco, e dalla muratura affiorano diverse pietre sparse che per qualita' e lavorazione sono attribuibili al XII - XII sec., traccia evidente della chiesa primitiva. Interessante, anche se in parte ormai rovinato, il profilo della finestra posta sopra la porta, in puro stile settecentesco.
Sia la facciata, che l'abside di forma rettangolare, hanno gli spigoli arrotondati.
Nell'interno si rilevano alcune cornici e lesene a stucco, eseguite presumibilmente da Mastro Bernardino nel 1787/88 che realizzo' l'altare in muratura, oltre alle tracce dell'imposta della soffittatura con volta a botte (54).
Nella stessa data l'oratorio risulta dotato di una "ancona" e di una campana installata su un piccolo campanile a vela (54).
E' tradizione che nell'interno della chiesa si sepellissero i morti, sia di Borello che di Roncagli, fino al periodo napoleonico e che fino a poco tempo fa se ne potessero scorgere le tracce.
(L'attraversamento del torrente Evigno era possibile in ogni stagione con i due ponti mediovali di Roncagli e di Ciappai).
Nel 1811 l'oratorio era giudicato troppo lesionato per procedere ad eventuali restauri e pertanto se ne proponeva l'abbattimento, al fine di evitarne l'eventuale uso quale ricovero per briganti(55).
Lavori di manutenzione risultano pero' ancora eseguiti nel 1814 e nel 1817 da cui si rileva il suo utilizzo per le sepolture(56).
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La sua costruzione, nelle forme attuali, risale al 1786/1788 quando vennero eseguiti importanti lavori interessanti tutto il fabbricato, che modificarono completamente la struttura della chiesa precedente(54).
Attualmente l'oratorio e' quasi completamente distrutto ed invaso dai rovi e da detriti.
La copertura e' crollata come la maggior parte della parete sinistra e dell'abside, mentre la parete destra presenta due grosse fenditure. Esternamente non presenta tracce di intonaco, e dalla muratura affiorano diverse pietre sparse che per qualita' e lavorazione sono attribuibili al XII - XII sec., traccia evidente della chiesa primitiva. Interessante, anche se in parte ormai rovinato, il profilo della finestra posta sopra la porta, in puro stile settecentesco.
Sia la facciata, che l'abside di forma rettangolare, hanno gli spigoli arrotondati.
Nell'interno si rilevano alcune cornici e lesene a stucco, eseguite presumibilmente da Mastro Bernardino nel 1787/88 che realizzo' l'altare in muratura, oltre alle tracce dell'imposta della soffittatura con volta a botte (54).
Nella stessa data l'oratorio risulta dotato di una "ancona" e di una campana installata su un piccolo campanile a vela (54).
E' tradizione che nell'interno della chiesa si sepellissero i morti, sia di Borello che di Roncagli, fino al periodo napoleonico e che fino a poco tempo fa se ne potessero scorgere le tracce.
(L'attraversamento del torrente Evigno era possibile in ogni stagione con i due ponti mediovali di Roncagli e di Ciappai).
Nel 1811 l'oratorio era giudicato troppo lesionato per procedere ad eventuali restauri e pertanto se ne proponeva l'abbattimento, al fine di evitarne l'eventuale uso quale ricovero per briganti(55).
Lavori di manutenzione risultano pero' ancora eseguiti nel 1814 e nel 1817 da cui si rileva il suo utilizzo per le sepolture(56).
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