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Diano Arentino - Oratorio di Santa Croce
› di Giovanni Abbo
L'oratorio di Santa Croce, detto localmente "la casaccia", è posto a monte della borgata "Chiesa di Arentino", lungo la strada comunale della Colletta.
La sua costruzione risale al XV sec.
All'esterno solo la facciata è intonacata, mentre le pareti laterali, scandite da lesene, sono in pietra a vista come quella absidale. Di particolare rilievo, sulla parete destra prospiciente la valle, la presenza di una feritoia, ora murata in parte,e di un aggetto formato da una mensola monolitica a sostegno di un piccolo muro di pietrame perpendicolare alla parete stessa(25), di cui non si conosce la destinazione. La presenza della feritoia, che compare anche negli oratori di Evigno, Cervo, ecc.(26), conferma l'utilizzo degli stessi quali luoghi di ricovero fortificati ove rifugiarsi in caso di necessità (incursioni barbaresche o altro) in attesa di rinforzi o più probabilmente, dell'allontanamento del pericolo.
La facciata è sormontata da un campanile a vela mancante della campana.
L'interno è formato da un'unica ampia navata coperta con volta a botte, con alcune lesene lungo le pareti, e completemente intonacato e imbiancato.
L'altare maggiore, in muratura a forma di parallelepipedo, è adddossato alla parete absidale e presenta tracce di decorazione policroma a fasce verticali molto semplici. È rilevabile l'ampliamento della mensa dell'altare per aumentare la profondità. Sopra l'altare sono visibili, nella muratura, le tracce dei quadri, ormai perduti, che in epoche diverse vi sono stati collocati.
L'oratorio era sede della confraternita, o compagnia, dei disciplinati sotto il titolo della Santa Croce(27).
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La sua costruzione risale al XV sec.
All'esterno solo la facciata è intonacata, mentre le pareti laterali, scandite da lesene, sono in pietra a vista come quella absidale. Di particolare rilievo, sulla parete destra prospiciente la valle, la presenza di una feritoia, ora murata in parte,e di un aggetto formato da una mensola monolitica a sostegno di un piccolo muro di pietrame perpendicolare alla parete stessa(25), di cui non si conosce la destinazione. La presenza della feritoia, che compare anche negli oratori di Evigno, Cervo, ecc.(26), conferma l'utilizzo degli stessi quali luoghi di ricovero fortificati ove rifugiarsi in caso di necessità (incursioni barbaresche o altro) in attesa di rinforzi o più probabilmente, dell'allontanamento del pericolo.
La facciata è sormontata da un campanile a vela mancante della campana.

L'oratorio era sede della confraternita, o compagnia, dei disciplinati sotto il titolo della Santa Croce(27).
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