sei in: CULTURA > ARTE E ARCHITETTURA
La peste ad Arentino da ricerche di Giovanni Abbo e di Francesco Biga

1657 anno del Contagio.
Domenica primo luglio giunse a Diano una feluca, ovvero un piccolo vascello, dalla quale sbarcarono Ottaviano Centurio, Podestà di Borello, la sua domestica e due nipoti, Giulio Simone (l'armatore o capitano della feluca), una persona di San Pietro con un figlio di Agostino Gorlero e Vincenzo Carenzo.
Poichè si sospettava che i bagagli di Ottaviano Centurio fossero infetti, non si trovò alcuno per portarli al Castello, e quindi se ne occupò Vincenzo Carenzo.
Il 3 luglio Carenzo si ammalò di peste, e fu quindi portato all'inizio della salita di Sant'Erasmo (al lazzaretto), dove venne ricoverato in una casupola sorvegliata; il 4 luglio morì ed il 5 venne sepolto in una fascia.
Al capitano Giulio Simone ed alle altre persone venne imposta la quarantena nella chiesa di Sant'Erasmo, mentre il Podestà Ottaviano Centurio, la domestica ed i figli furono ricoverati nel Palazzo della Comunità.
Il 5 luglio arrivò a Diano il Commissario Giacomo Moneglia che ordinò di sorvegliare il Podestà ed i suoi bagagli, e di seppellire il corpo di Carenzo nel luogo della sua morte; deceduto quest'ultimo il Commissario tornò alla sua sede di Alassio.
Il 6 luglio alla domestica furono trovati cinque bubboni e, dopo che ebbe ricevuto gli opportuni rimedi, morì; l'8 luglio Agostino Torre pose il suo corpo in una cassa usando un gancio, e da quattro persone, cioè Daniele Rodino, Giacomo Viale, Benedetto Barone e Giulio Giordano fu portato nel campo di Pluisa Rodino dove venne bruciato e sepolto, dovo aver bruciato la strada percorsa dal cadavere.
Il 9 luglio si ammalarono i nipoti di Ottaviano Centurio, una bambina di nove anni ed un bambino di cinque mesi; alla bambina venne diagnosticata la peste e rimase in condizioni stazionarie per alcuni giorni.
Giunse quindi da Genova un'altra feluca con tre passeggeri: Borrascino con un suo figlio ed un figlio di Giovanni Francesco Biga; Borrascino si spogliò per scendere dalla barca e morì appena giunto a terra, mentre il giorno seguente morirono i due ragazzi che erano stati messi in quarantena nella chiesa di San Nazaro. I tre cadaveri vennero bruciati e sepolti il 20 luglio.
In seguito arrivò alla Marina (Diano Marina) un altro vascello con nove passeggeri, dei quali uno morì appena arrivato, e venne quindi bruciato e sepolto il 25 luglio.
Arrivò un gozzo con il prete dei Novari che celebrò una messa senza essere stato ordinato; arrivò da Genova da solo, e fu messo in quarantena ben sorvegliato.
Le condizioni della nipote di Ottaviano Centurio stanno migliorando, come pure quelle del bambino di cinque mesi.
All'alba del 3 agosto Guglielmo Gorlero con due compagni andò alla Colla nel territorio della Valle Impero (probabilmente il passo Grillarine) per mietere il farro; nel frattempo arrivò la ronda di Oneglia che, in seguito ad un alterco, uccise Guglielmo Gorlero: le indagini sugli assassini sono affidate alla giustizia.
L'8 agosto Il Commissario Moneglia da Alassio vietò i contatti con Oneglia, a causa dei suoi casi di peste, e quindi venne nuovamente istituito il servizio di guardia sulla Colla verso la valle Impero.
Il Podestà ed i due nipoti terminarono la quarantena nell'Ospedale, dove guarirono il 19 agosto, e furono dimessi il 6 settembre; il bambino fu affidato a balia, mentre la bambina, completamente guarita, rimase con il Podestà.
In quei giorni il Commissario revocò il divieto di contatti con Oneglia e fu interrotto il servizio di guardia sulla Colla verso Stellanello, nella cui valle era stazionaria l'epidemia.
Trascorsi alcuni mesi finì l'epidemia a Vellego e Stellanello, e fu quindi revocato il divieto di contatti con queste località.
Poichè al Podestà Ottaviano furono bruciate tutte le sue cose, infette, e poichè non potè esercitare il suo incarico che per pochi mesi a causa della quarantena e della malattia, il Parlamento Generale supplicò il Serenissimo Senato di riconfermargli l'incarico per il 1658, come infatti avvenne.

torna alla pagina precedente
torna alla pagina Storia
torna alla home page di Arte e Cultura
home page | link utili | contatti